Tuesday, 8 March 2011

Katta sull'orlo di una crisi di nervi

E voi che pensavate di sfuggire al mio "pippone" da cambio decennio anagrafico! Devo esternare in qualche modo quello che mi frulla in testa, e quale metodo migliore se non mettere tutto in rete alla mercé di chicchessia? 
Vabbé... Insomma... C'ho provato a non compiere 30 anni, ma il suicidio a 29 non mi pareva un'alternativa valida. Non tanto per il 3.X... E' perché quando di anni ne hai 16 o 20, 30 ti sembrano tanto lontani, e ti immagini un te trentenne che a volte non è quello che poi sarai davvero.
A 16 anni volevo diventare una chitarrista rock. A 20 volevo viaggiare il mondo e scrivere. Che cavolo ho fatto di tutto ciò? Ho un lavoro che mi piaciucchia, soddisfazioni ni, ma che decisamente non voglio per sempre. Prendo 10 euro all'ora: come una colf. Solo che le colf non sono stressate quanto me, non si devono assumere responsabilità e se rompono un bicchiere, possono cercare un'altra casa da pulire. Mi vien voglia di fare la colf, guarda un po'... Il mio lavoro mi mette il pane in tavola, ma decisamente non è quello che ho studiato per fare. A 20 anni pensavo che entro i 30 avrei avuto UN libro pubblicato. Niente, ho perso questo traguardo. E per cosa l'ho barattato? Ancora non lo so. So che vedo le mie amiche intorno: tutte hanno un mutuo, una relazione più o meno felice, un cane o un gatto o entrambi, la routine, il caffé al mattino quando si arriva, la palestra quando si esce sempre alla stessa ora, guai a sgarrare di un minuto. Io di mio, prendo il caffé una volta su due e non guardo il cartellino: i rituali mi danno sui nervi. Odio il pensiero di essere la sig.ra Rossi: le mie amiche no, perché? Questa situazione mi sta troppo stretta, non voglio cadere in questa forma mentis sbagliata. Il mutuo sarebbe un cappio al collo per me - seriamente, mi suiciderei prima di un anno.
A 16 anni volevo diventare una chitarrista punk. A 30 ho tagliato i capelli, e ho 4 tatuaggi, e suono la chitarra da sola. Alla sedicenne ribelle devo il mio carattere che non si accontenta, non posso deluderla. A lei devo l'irrequietezza che provo oggi, il fatto che cercavo una via di fuga dalla città nei 5 minuti di pausa in ufficio, ovvero terreni con alberi da frutto in Sardegna (ma potrebbe essere anche Brindisi, o Timbuctù). Sono in città da troppo tempo, mi va stretta; non sopporto più di pulire strisce nere dai muri del bagno, perché la condensa della doccia precipita il PM10; non sopporto più di dover uscire di casa 1h prima per fare pochi km; non sopporto più la gente di città, il rumore, il non sentire gli uccellini cantare, il non vedere le stelle alla sera. Basta. Me ne andrò da qui, spero più presto che tardi.
Ho bisogno di incentivi per andare avanti. Non mi basta il pensiero di dover pagare le bollette e l'affitto per smuovermi e mandarmi in ufficio con una pedata in culo la mattina: ho bisogno di sapere che sto crescendo spiritualmente, sennò davvero potrei anche ammazzarmi seduta stante: odio chi si sente arrivato, e spero di non sentirlo mai. Quindi sto cercando di crearmi incentivi nuovi e una via di fuga. Per fortuna Mylove mi sostiene, e anzi, dice di essere portato per l'eremitaggio. Ho finalmente trovato qualcuno che è più orso di me... Se gli compro un cane e internet, mi segue in capo al mondo. Sto preparando varie opzioni, e Mylove mi sostiene con un pensiero molto logico: "l'unica cosa che ti impedisce di farlo sei tu" - mentre le mie amiche hanno un pensiero molto poco logico, "ma in questi tempi di crisi non bisogna lasciare un posto fisso." Come dite? Siete cascati nel tranello del Sig. Rossi una casa di proprietà con mutuo trentennale, matrimonio a volte felice a volte no, due figli, un cane un gatto e suocera appresso. Mi spiace, io non ci casco. Ho trent'anni, nessuna ruga e un capello bianco in testa: l'ho chiamato Marco, guai a chi me lo tocca. Ho trent'anni e le aspirazioni di una ventenne: è ora di mettersi all'opera e fare qualcosa. In questi tempi di crisi ho voglia di cambiare: il pane in tavola e le bollette non riescono a tenermi incatenata in una situazione che va decisamente troppo stretta. E' come sbottonarsi i pantaloni dopo un pranzo di dodici portate: è una liberazione che voglio provare. Ho trent'anni, e la mia vita non mi piace al 100%: voglio cambiare la percentuale di gradimento, e devo farlo ora prima che sia troppo tardi. Ho trent'anni e ne ho le palle piene. 

3 mad people commented:

GiuliA said...

Kattyna la goiventù ce l'hai dentro (e anche fuori)!
quindi vai tranquilla e felice :)
i tuoi sogni sono linfa preziosa, assecondali e vai all'avventura, non potrai che guadagnarne!

ma come sono poetica XD

Sinclair said...

In tanto disfacimento e tumulto mentale (apparente) sono convinto che, come al solito, farai i giusti passi... ;-)
C'hai un sacco di "ammortizzatori" su cui rimbalzare per evitare brutti colpi... e non parlo delle tue curve ma dei tuoi amici. X°D

Katarzyna Z. - "Stray" Kat said...

mmmmmh...


mmmmh.....